Ci sono serate che lasciano qualcosa anche dopo che le luci si spengono e le sedie vengono rimesse a posto.
“Abitare la stessa casa”, l’incontro proposto dall’Istituto Comprensivo di Sona nell’ambito del progetto “Diversi da chi?”, è stata una di quelle occasioni.
Genitori e docenti si sono ritrovati insieme per condividere riflessioni, esperienze e piccoli frammenti di quotidianità attorno a una domanda semplice solo in apparenza: cosa significa abitare la stessa casa con cervelli diversi?
La serata si è sviluppata attraverso tre diversi laboratori, nei quali i partecipanti hanno potuto ascoltare, confrontarsi, mettersi in gioco e sperimentare punti di vista differenti. Non una lezione frontale, ma uno spazio vissuto insieme, fatto di parole, ascolto reciproco e relazioni.







Ad accogliere i partecipanti, all’inizio della serata, c’era anche un piccolo dono simbolico: un segnalibro a forma di casa, realizzato dai ragazzi. Oltre a rappresentare il tema dell’incontro, il segnalibro indicava anche la sequenza dei laboratori da seguire, accompagnando ciascuno lungo il proprio percorso della serata. Un gesto semplice, ma carico del desiderio di far sentire ogni persona parte di un’esperienza comune.
I diversi gruppi si sono poi ritrovati nel momento plenario conclusivo, occasione preziosa per raccogliere impressioni, emozioni e riflessioni nate durante i laboratori. È stato un tempo disteso, autentico, nel quale parole diverse hanno iniziato a intrecciarsi, restituendo il senso profondo dell’esperienza vissuta insieme.




Ad accompagnare tutto il percorso c’era una metafora che ha attraversato la serata dall’inizio alla fine: abitare la stessa casa significa imparare a convivere con modi diversi di sentire, comunicare, pensare e stare nel mondo. Significa fare spazio, trovare equilibri, accogliere anche ciò che inizialmente può sembrare distante da noi.
E forse questa immagine racconta bene anche il momento che il nostro Istituto Comprensivo sta vivendo.
La nascita del nuovo IC di Sona, dall’unione di due precedenti Istituti Comprensivi, è infatti anch’essa un modo nuovo di “abitare la stessa casa”: mettere insieme storie, tradizioni, sensibilità ed esperienze differenti, provando a costruire una comunità scolastica sempre più unita e accogliente.
“Diversi da chi?” rappresenta da anni un progetto storico per la realtà scolastica di Sona. A partire da quest’anno, però, Lugagnano ha preso parte al percorso diventandone parte integrante e permettendo al progetto di diventare sempre più un vero progetto d’Istituto, capace di unire esperienze, persone e sensibilità diverse all’interno di una visione comune.
Un ringraziamento speciale va a Francesca Valentini, Giorgia Panetto, Noemi Gargarella e Chiara Palermo per aver guidato e accompagnato i laboratori con sensibilità, disponibilità e cura, contribuendo a creare un clima accogliente e autentico durante tutta la serata.
La serata si è conclusa con un aperitivo condiviso, preparato e gestito dagli insegnanti, ultimo momento semplice ma prezioso di dialogo informale, sorrisi e relazioni. Perché anche attorno a un tavolo, davanti a qualcosa da bere e da mangiare insieme, si può continuare a costruire comunità.

La numerosa presenza di famiglie e docenti, il clima sereno e la disponibilità al dialogo hanno confermato quanto ci sia bisogno di momenti come questi: occasioni in cui la scuola non sia soltanto luogo di apprendimento, ma anche spazio di incontro autentico tra persone.
Perché, in fondo, abitare la stessa casa non significa essere uguali.
Significa scegliere, ogni giorno, di restare in relazione.

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